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speciale Le voci dell'inchiesta

10 film d'inchiesta da non perdere

L’ incubo di Darwin
Un film di Hubert Super, Francia, Austria, Belgio 2004.
Un documentario viene realizzato per mostrare, e far raccontare in prima persona dai protagonisti la realtà delle cose. Ne L’incubo di Darwin, la realtà è il parallelismo fra il mondo umano e il mondo animale, soggiogati entrambi dalla stessa dura regola: la sopravvivenza. Negli anni’60 è stato perpretato un disastro ecologico in Tanzania. Il pesce Persico del Nilo è stato immesso (volontariamente?) nel lago Victoria, il secondo lago più grande del mondo, distruggendo irrimediabilmente la fauna ittica. Quell’atto scellerato contro l’ambiente ha generato anche risvolti positivi, sviluppando l’economia dei luoghi limitrofi e generando lavoro per esportare il pesce in Europa, in un paese in cui la povertà e la morte per indigenza sono all’ordine del giorno. L’incubo di Darwin è un documentario duro, estremo, correlato alle leggi della natura e dell’evoluzione, dove il sole allo Zenith è sempre più buio.

Forza Italia!
Un film di Roberto Faenza, Italia, 1978.
Per Forza Italia! si può anche parlare di documentario antropologico perché quel che impressiona, e fa riflettere, sono le facce, i movimenti, i gesti dei notabili, dei potenti, dei padroni del Palazzo. Roberto Faenza ebbe come collaboratori Mario Bocca, Marco Tullio Giordana e i giornalisti Carlo Rossella e Antonio Padellaro. Film di montaggio che ripercorre trent'anni di potere democristiano in Italia, dal viaggio di Alcide De Gasperi in USA (1947) al congresso della DC del 1976. Senza commento fuori campo, il film conserva generalmente l'integrità audiovisiva dei documenti scelti; la manipolazione consiste nell'inserire qua e là battute, parole, rumori che acquistano dal contesto un significato umoristico, satirico, derisorio. Il risultato è quello di un pamphlet politico ora lepido ora feroce, talvolta goliardico, una graffiante traversata dell'Italia ufficiale da cui sono esclusi i partiti di opposizione, i sindacati, le masse operaie.

Uccidete la democrazia.
Un film di H. Oliva Ruben , Beppe Cremagnani, Enrico Deraglio, Italia, 2006.
Il personaggio metaforico "Gola Profonda", voce anonima e protettore di tutte le inchieste, intervistata da un altro simbolo, la giornalista giovane, idealista ed entusiasta, interpretano la confidenza che dovrebbe esistere, testimonianza fittizia di una notte in cui gli autori si pongono alcune domande. Dal direttore del Diario della settimana ed i suoi collaboratori, una ricostruzione della notte in cui le schede dei voti alle ultime Elezioni Politiche furono contate. Uccidete la democrazia propone una tesi forte, fortissima: e lo fa poggiando sulle rivelazioni contenute in un libro dal titolo inequivocabile: Il broglio.

Bisturi, la mafia bianca
Un film di Luigi Zampa, Italia 1973.
«Qui non si muore, qui non muore nessuno», ringhia il primario Gabriele Ferzetti nella sua lussuosa clinica privata; e subito ordina di mettere il malato in coma perché il trapasso avvenga altrove. Barone dell’università, falso filantropo, vampiro dei portafogli altrui, corrotto dagli industriali farmaceutici, lottizzatore del potete medico, il protagonista del film di Zampa è un «padrino» in camice bianco. Uno dei più gravi problemi della nostra vita civile è investito in Bisturi, la mafia bianca con autentica veemenza: e anche se lo sforzo di dire troppe cose, di allargare eccessivamente la denuncia, incrina la plausibilità del discorso, si deve riconoscere al veterano Zampa l’impegno a insistere su una tematica riformista già presente nei suoi film brancatiani, in Processo alla cittì e in Il medico della mutua.

A sud di Lampedusa
Un film di Andrea Segre, Italia 2006.
Ma chi sono questi migranti? Da dove vengono? Perché emigrano? A queste e a tante altre domande, il documentario tenta di dare una risposta, ma soprattutto di mostrarci e di farci percepire il vissuto di questi tanti cittadini africani in fuga dai loro paesi per scelta, per disperazione o anche per desiderio di conoscenza. Girato da Andrea Segre nel deserto del Sahara, in Niger, nel maggio 2006 e realizzato in collaborazione con Stefano Liberti e Ferruccio Pastore, A Sud di Lampedusa documenta le difficoltà dei viaggi nel deserto e raccoglie le testimonianze dei migranti stagionali arrestati in Libia e abbandonati alla frontiera nigerina. Catturati durante retate della polizia e detenuti in condizioni degradanti per poi essere deportati. Uno di loro racconta che i detenuti del campo di Sabha sono costretti ai lavori forzati per costruire il nuovo commissariato della polizia.

Questo è il mio paese
Un film di Ugo Gregoretti, Italia 1960.
Una serie televisiva di dodici puntate nella quale Ugo Gregoretti racconta la storia d’Italia, dagli anni Cinquanta a oggi, attraverso le sue inchieste televisive e i suoi film. È una storia costruita montando episodi di costume e fatti epocali, narrata con garbo e presentata in una cornice di grande suggestione e vivacità. Ugo Gregoretti racconta il costume degli italiani, dagli anni ’50 a oggi, prendendo spunto dalle sue inchieste televisive e dai suoi film. Accostando episodi minori e fatti epocali, il racconto si svolge dalle speranze del dopoguerra per approdare all’ansia che oggi coglie gli italiani impreparati al cambiamento. Curioso di tutto ciò che è umano e maestro di understatement, Gregoretti prende la parola con garbo, per presentarci alcuni scorci di vita quotidiana che in realtà sono molto più che le impressioni di un narratore estroverso e geniale: sono un quadro attendibile degli ultimi cinquant’anni del nostro paese.

Buongiorno Cina
Un film di Francesco Conversano,Nene Grignaffini, Italia 2005.
Buongiorno Cina. Storie del secolo cinese è una serie di 5 film-documentari dedicati alla Cina, il paese con la popolazione più numerosa del mondo (1 miliardo e 300 milioni di abitanti), che sta facendo parlare di sé per l’eccezionale sviluppo che sta vivendo. Nello sviluppo dei 5 film-documentari si profila un racconto a più voci – attraverso la raccolta di piccole storie – dalle quali emergono quelle dei contadini delle campagne cinesi, luogo in cui lo stato di arretratezza, la povertà e le condizioni igienico-sanitarie precarie destano grande preoccupazione, tanto da diventare una delle priorità del Governo Cinese. È un viaggio nel Paese dei primati, il luogo dove l’esplosione del libero mercato e la sua messa in pratica convivono con la politica del Partito Comunista.

Taccuino indiano
Un film di Francesco Conversano e Nene Grignaffini, Italia 2006.
Taccuino indiano, una serie di cinque documentari scritti e diretti da Francesco Conversano e Nene Grignaffini e dedicati al paese che raccoglie un sesto della popolazione del pianeta e che, insieme a Cina, sta spostando il baricentro dell’economia mondiale. Gli autori “ sono andati a cercare cosa c’era dietro allo sviluppo, trovando problematiche distinte e soprattutto notando che lo sviluppo cinese, in India, si fa fatica a vederlo. Forse perché è più lento, è iniziato dopo. In India è tutto troppo fitto, mescolato. A Bombay lo slum, la baraccopoli, è il più grande di tutto il mondo e vedi catapecchie dove vivono e lavorano centinaia, migliaia di persone e non sono solo i poveri, dentro ci trovi anche la classe media. La ricchezza è sommersa.”

Le inchieste di Report
A cura di Claudio Del Signore, Italia 2002-2003.
Milena Gabanelli ha cominciato a lavorare per la Rai nel 1982 con programmi di attualità. È stata inviata di guerra in Cambogia, Vietnam, Birmania, Sudafrica, Somalia, Cecenia, ex Jugoslavia. Dal 1997 è autrice di "Report", uno dei più apprezzati programmi d'inchiesta fotogiornalistica. Il programma "Report" di Milena Gabanelli, invece di chiamare ospiti in studio, prende la videocamera e si cimenta nel giornalismo di denuncia. Senza troupe, il giornalista free-lance lavora da solo, direttamente sul campo. Se oggi i dentisti non usano l'amalgama al mercurio, se sui farmaci generici, sui vaccini, sui grassi nell'industria alimentare sono state aperte inchieste ministeriali e giudiziarie, lo dobbiamo anche al gruppo di giornalisti di "Report" e al loro pubblico.

Una scomoda verità
(An Inconvenient Truth)

Un film di Davis Guggenheim, Usa 2006.
Un ritratto sconfortante e per questo "scomodo"; scomodo per i governi, che al momento fanno finta di non sentire/vedere/sapere e scomodo per le persone che pensano non ci siano limiti allo sviluppo. La condizione del pianeta e i rischi che corre a causa dei gas serra è la scomoda verità che Al Gore si è impegnato a diffondere di persona attraverso un tour che si è esteso ai quattro angoli della terra avviato dopo aver perso (momentaneamente) la corsa alla Casa Bianca. Conscio di andare incontro allo scetticismo delle persone ma forte delle sue ricerche nel campo e di vent'anni di esperienza Gore espone una serie di dati scientifici inattaccabili, tabulati, previsioni sul nostro prossimo futuro e risposte alla domanda su come affrontare il riscaldamento globale del pianeta.

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